Ultravel, la startup del turismo sostenibile: “Agli under30 offriamo un’esperienza”

Di
Redazione
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26 Giugno 2023

Esistono luoghi meravigliosi nel mondo che non hanno solo un mare da cartolina ma molto altro: è ciò che una vacanza sostenibile può svelare e, magari, sorprendere un giovane alle prese con la prima vacanza da sogno. È l’essenza di Utravel, startup del Gruppo Alpitour che Carlotta Gaddo ha co-fondato insieme a Gianluca Di Donato nel 2019. In Repubblica Dominicana, ad esempio, la popolazione locale non va al mare ma preferisce il fiume. Lì l’acqua è molto più fresca e non si soffre la calura della loro terra. I giovani del posto mettono la musica a tutto volume. I viaggiatori ballano insieme a loro e nuotano nei fiumi.

In queste zone vivono dei ragazzi del posto, chiamati “guru”, che agiscono da connettori tra i viaggiatori e la cultura locale. Mostrano come gli artigiani intagliano il legno e provano a fare delle incisioni con il loro aiuto. A Zanzibar, ad esempio, i ragazzi possono andare a scuola di swaili. Sono dei viaggi che durano una settimana e ogni esperienza è diversa dalla precedente. Nel deserto del nord Africa spesso si va a pranzare o a cenare dai beduini e le donne insegnano ai ragazzi a fare il felafel. I guru propongono anche delle esperienze nelle piantagioni, come l’estrazione dell’agave o la lavorazione degli scarti della canna da zucchero usati come unguenti. In Marocco c’è la tradizione dell’argan e i viaggiatori osservano la lavorazione da una signora del posto. I guru organizzano anche delle passeggiate in spiaggia in cui i ragazzi raccolgono i rifiuti. Sono esperienze a volte improvvisate.

I guru spiegano ai ragazzi che le stelle marine non vanno prese come dei souvenir. In vacanza non si può fare qualsiasi cosa ma è come se fossimo a casa nostra: ogni luogo va trattato con rispetto. Ad esempio Saona è un’isola gettonatissima della Repubblica Dominicana. Un imprenditore porta i viaggiatori in quel luogo solo attraverso barche a vela o catamarani. I ragazzi impiegano più tempo a raggiungere la destinazione ma è un approccio sostenibile. Alle Maldive i guru dicono subito che i coralli non vanno raccolti ma lasciati nel loro habitat. Alla fine del viaggio regalano un pensierino creato dagli artigiani locali: bracciali, delle targhette in legno o oggetti in ceramica.

Fonte: La Repubblica