Montagna: agevolazioni per docenti, medici e imprese

Di
Redazione
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24 Ottobre 2023

Bonus per gli operatori socio-sanitari e per i docenti; credito d’imposta per i medici e per i professori che prendono in affitto o comprano casa in comuni montani. Incentivi agli agricoltori che investono in servizi a tutela dell’ambiente e del clima. Esonero dai contributi previdenziali per quel datore che promuovono il lavoro agile di dipendenti che esercitano la propria attività e hanno la propria abitazione in un comune montano. E, ancora, agevolazione per l’acquisto e la ristrutturazione di abitazioni principali in montagna per gli under 40 (detrazione lorda al 100% degli interessi passivi, entro l’importo di 500 euro e all’80 sulla quota degli interessi passivi che eccede il limite di 500 euro fino a euro 1.125). Sono queste alcune delle principali misure contenute nel disegno di legge sulla montagna approvato ieri sera in via preliminare dal Consiglio dei ministri.

Misure che comunque non saranno tutte di immediata adozione, e non solo perché il provvedimento dovrà ricevere l’ok della Conferenza Unificata, l’ok definitivo dal Cdm e poi passare alle Camere (e come si sa l’iter dei disegni di legge non è mai rapido): il testo prevede l’adozione ulteriore di 15 decreti attuativi, tra cui quello, fondamentale, per la classificazione dei comuni montani a cui si applica la legge.

Tra le misure previste nel testo, ci sono anche misure fiscali a favore delle imprese montane con titolare under 40: un credito d’imposta pari alla differenza tra l’imposta calcolata applicando le aliquote ordinarie al reddito e l’imposta calcolata applicando a questo reddito l’aliquota del 15 per cento.

Ogni tre anni un decreto del ministero degli Affari regionali, dovrà definire la «Strategia per la montagna italiana», per promuovere crescita economia e sociale di questi territori. A questa strategia concorreranno, dal 2024, parte delle risorse del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (un fondo che, di partenza, nel 2022 ha avuto quasi 130 milioni, di cui 109 milioni di competenza regionale, e nel 2023 ha avuto di partenza quasi 210 milioni).

Agli operatori sanitari dei comuni montani sarà riconosciuto un punteggio doppio nella valutazione dei titoli di carriera per i concorsi per aziende e enti del Servizio sanitario nazionale. Un punteggio aggiuntivo per le graduatorie di supplenza (da definire con un decreto del ministero dell’Istruzione) sarà riconosciuto anche per i docenti che hanno prestato servizio in scuole di montagna. Sia per i prof che per i medici sarà concesso un credito d’imposta per l’affitto o l’acquisto di una casa in un comune montano o in uno limitrofo. Che sarà calcolato pari al minor importo tra il 60% del canone annuo di locazione dell’immobile (o dell’ammontare annuale e del finanziamento, in caso di acquisti) e l’ammontare di 2.500 euro.

Agli imprenditori agricoli e forestali nei comuni montani e che investono in servizi ecosistemici e ambientali benefici per l’ambiente e il clima è concesso un credito d’imposta pari al 10% del valore degli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026, nel limite complessivo di spesa di 4 milioni per ciascun anno.

Per contrastare lo spopolamento dello montagne, alle imprese che promuovono il lavoro agile è riconosciuto l’esonero totale, per i primi due esercizi, dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore per ciascun lavoratore con contratto subordinato a tempo indeterminato, o a tempo determinato di durata non inferiore a dodici mesi, che svolga stabilmente la prestazione in un comune montano e stabilisca la propria abitazione principale e domicilio stabile nello stesso comune. Per gli esercizi successivi l’esonero è limitato, per il terzo ed il quarto, al 50% e per il quinto al 20%. Sono esclusi i premi e i contributi dovuti all’Inail per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro .

Il provvedimenti «andrà a colmare una lacuna del nostro ordinamento» ha detto il ministro per gli Affari Regionali Roberto Calderoli. Per ridurre i divari «prevediamo di stanziare per questo scopo circa 100 milioni all’anno, che andranno ad aggiungersi agli oltre 100 del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane per iniziative degli enti territoriali». Di un «positivo segnale» ha parlato Marco Bussone, presidente nazionale di Uncem (unione nazionale comuni, comunità ed enti montani).

Fonte: Il Sole 24 ore