Possono presentare richiesta di agevolazione: a) le PMI ovunque localizzate; b) le grandi imprese solo se localizzate:
- nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia (cd aree ex art. 107, par. 3, lett., lett. a));
- in alcune zone predefinite delle restanti regioni del centro nord Italia (cd aree ex art. 107, par. 3, lett., lett. c)), ma solo per le seguenti tipologie di investimento:
- la creazione di una nuova unità produttiva;
- la diversificazione dell’attività produttiva (codice ATECO) svolta nello stabilimento;
- l’acquisizione di un’unità produttiva esistente sita in area di crisi e di proprietà di un’impresa non sottoposta a procedure concorsuali, per garantire la salvaguardia dell’occupazione esistente (è agevolabile il progetto di sviluppo industriale, ma non l’acquisizione delle quote) Il progetto di sviluppo industriale può essere realizzato, oltre che da imprese singole, anche da più imprese in forma congiunta tra loro (anche mediante contratto di rete). In tal caso, l’impresa che promuove il programma di sviluppo deve sostenere costi non inferiori a 10 mln €; non inferiori a 3 mln € in caso di settore agroindustriale; le altre imprese aderenti invece devono sostenere un costo di almeno 1,5 mln €.
Micro Imprese; Piccole Imprese; Medie Imprese; Mid. Cap.; Grandi Imprese
Società per Azioni (S.P.A.); Società Responsabilità Limitata (S.R.L.); Società in accomandita semplice (S.A.S.); Societa in nome collettivo (S.N.C.); Società semplice (S.S.); Ditta individuale; Cooperativa; Consorzio; A.T.I. (aggregazioni di imprese); Rete di Imprese
Altro Regime
Per i progetti di sviluppo industriale, i programmi devono rispettare inoltre almeno una delle seguenti condizioni per ciascuno dei due paragrafi A) e B). Paragrafo A):
- ubicazione del programma in un’area in cui il Sistema Locale del Lavoro (SLL) registra, alla data di presentazione della domanda di agevolazione (sulla base delle ultime rilevazioni ISTAT disponibili), un tasso di disoccupazione superiore a quello medio della macroarea di riferimento (Mezzogiorno e/o restanti regioni del Paese);
- previsione di recupero e riqualificazione di strutture dismesse o sottoutilizzate nell’ambito del programma;
- idoneità del programma di realizzare/consolidare sistemi di filiera diretta ed allargata.
Paragrafo B):
- rilevante presenza dell’impresa sui mercati esteri;
- presenza di investimenti che determinano rilevanti innovazioni di prodotto del processo produttivo, dell’organizzazione aziendale e/o delle modalità di commercializzazione dei prodotti, con particolare riferimento a quelli conformi agli ambiti tematici del Piano nazionale Industria 4.0.
Attrezzature; Brevetti e privative; Consulenze specialistiche; Costo del personale; Disegni e modelli; Hardware e/o software; Macchinari e impianti; Opere edili; Terreni e fabbricati
I progetti di sviluppo industriale ammissibili sono:
- la creazione di una nuova unità produttiva;
- l’ampliamento di un’unità produttiva già esistente (escluse le grandi imprese del centro nord, ma non quelle agroalimentari);
- la diversificazione dell’attività produttiva (codice ATECO) svolta nello stabilimento;
- cambiamento fondamentale del processo produttivo esistente attuato attraverso:
- l’introduzione di un nuovo processo produttivo, oppure
- il notevole miglioramento al processo produttivo esistente;
- l’acquisizione di un’unità produttiva esistente sita in area di crisi e di proprietà di un’impresa non sottoposta a procedure concorsuali, per garantire la salvaguardia dell’occupazione esistente (è agevolabile il progetto di sviluppo industriale, ma non l’acquisizione delle quote) Per i progetti di sviluppo industriale è previsto un importo minimo di progetto pari a 20 mln €, che può comprendere anche eventuali progetti R&S (in tal caso, però, l’ammontare dei soli investimenti produttivi deve essere pari ad almeno 10 mln €). Sono ammissibili le seguenti voci di spesa: a) macchinari, impianti, attrezzature nuovi di fabbrica; b) programmi informatici, brevetti, licenze (per le grandi imprese nel limite max del 50%); c) infrastrutture specifiche aziendali; d) suolo aziendale e sue sistemazioni (max 10% dell’investimento ammissibile); e) opere murarie e assimilate (max 40% dell’investimento ammissibile); f) consulenze connesse al progetto d’investimento (solo per le PMI max 4% dell’investimento) In caso di progetti di ricerca e sviluppo connessi al progetti di sviluppo industriale sono ammissibili le seguenti voci di spesa: a) personale impiegato nel progetto di ricerca e sviluppo (tecnici, ricercatori e personale ausiliario); b) quota parte di strumenti e attrezzature nuovi di fabbrica utilizzati per il progetto; c) servizi di consulenza (inclusa l’acquisizione di brevetti e know how); d) materiali utilizzati per lo svolgimento del progetto di ricerca e sviluppo
Sono agevolabili i progetti avviati (ordini, fatture, ecc.) dopo la data di presentazione della domanda di agevolazione ed ultimati entro 3 anni dalla data di sottoscrizione del Contratto di sviluppo (+ eventuali 18 mesi di proroga.
Negoziale
Contributo a fondo perduto;Finanziamento agevolato
04/12/23
Scadenza soggetta ad esaurimento fondi




