FILIERE PRODUTTIVE :Contratti di sviluppo: 390 milioni a fondo perduto per le imprese del Centro-Nord

Di
Redazione
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12 Giugno 2023

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Ambito

Ente promotore

Dotazione finanziaria

Forma agevolazione

 

l MIMIT, con decreto ministeriale, ha finanziato la misura dei Contratti di Sviluppo per le filiere produttive strategiche del Centro-Nord Italia con una dotazione di 390 milioni di euro .

Possono beneficiare di un contributo a fondo perduto dal 15% al 35%, le imprese che intendono realizzare programmi innovativi di sviluppo industriale, di importo minimo di 20 milioni di euro, in una delle seguenti filiere produttive:

  • alimentare (escluso trasform.ne/comm.ne di prodotti agricoli);
  • design, moda e arredo;
  • aerospazio e aeronautica;
  • gomma e plastica;
  • metallo ed elettromeccanica;
  • chimico/farmaceutico.

L’ammontare del contributo dei Contratti di Sviluppo per filiere produttive varia a seconda della dimensione dell’impresa:

  • 35% per le piccole imprese;
  • 25% per le medie imprese;
  • 15% per le piccole imprese.

Ulteriori dettagli sui Contratti di Sviluppo per le filiere produttive strategiche

Le domande di agevolazione saranno valutate con procedura a graduatoria, favorendo le imprese in possesso del rating di legalità e le certificazioni ambientali.

L’istruttoria sarà gestita da Invitalia e verrà effettuata sulla base di tre criteri:

L’impatto positivo sull’occupazione;

innovatività del programma di sviluppo (valutata in base alla quota di beni 4.0 sull’ammontare delle spese totali);

coinvolgimento di PMI nel progetto.

Requisiti di accesso

I beneficiari delle agevolazioni sono l’impresa di qualsiasi dimensione, che promuove il programma di sviluppo, denominata “soggetto proponente”, e le eventuali altre imprese che intendono realizzare i progetti di investimento che compongono il programma stesso, denominate “aderenti”. In caso di programmi di sviluppo realizzati da più imprese, il proponente ne assume la responsabilità verso l’Amministrazione ai fini della coerenza tecnica ed economica. Le imprese richiedenti devono realizzare programmi innovativi di sviluppo industriale, di importo almeno pari a 20 mln €, nell’ambito delle seguenti filiere produttive:

  • Alimentare (escluso trasform.ne/comm.ne di prodotti agricoli);
  • Design, moda e arredo;
  • Aerospazio e aeronautica;
  • Gomma e plastica;
  • Metallo ed elettromeccanica;
  • Chimico/farmaceutico.
Dimensioni azienda

Piccole Imprese; Medie Imprese; Grandi Imprese

Forma giuridica

Società per Azioni (S.P.A.); Società Responsabilità Limitata (S.R.L.); Società in accomandita semplice (S.A.S.); Societa in nome collettivo (S.N.C.); Società semplice (S.S.); Ditta individuale; Cooperativa; Consorzio; A.T.I. (aggregazioni di imprese); Rete di Imprese; ALTRE FORME GIURIDICHE; Società tra professionisti

Regime di riferimento

Regime Covid (19/03/2020 e s.m.i.)

Tipologia di investimento

Arredi; Attrezzature; Automezzi strumentali; Consulenze specialistiche; Hardware e/o software; Impianti di produzione di energia; Macchinari e impianti; Brevetti e privative; Opere edili; Costo del personale; Terreni e fabbricati; Altro

Spese ammissibili

I programmi di sviluppo possono essere realizzati: a) da una singola impresa, a condizione che il programma di sviluppo presenti forti elementi di integrazione con la filiera di appartenenza, riuscendo comunque a presentare effetti positivi (sviluppo e rafforzamento) anche sugli altri attori della filiera non partecipanti al programma di sviluppo; oppure b) da più imprese (operanti nella filiera di riferimento) in forma congiunta, o tramite il contratto di rete, a condizione che i singoli progetti di investimento risultino strettamente connessi e funzionali alla nascita, allo sviluppo o al rafforzamento della filiera di riferimento. I programmi di investimento devono rispettare il principio DNSH (“do no significant harm”), cioè non devono arrecare danni all’ambiente. Sono ammissibili i seguenti costi:

  • macchinari, impianti, attrezzature nuovi di fabbrica;
  • programmi informatici, brevetti, licenze (per le grandi imprese nel limite max del 50%);
  • infrastrutture specifiche aziendali;
  • suolo aziendale e sue sistemazioni (max 10% dell’investimento ammissibile);
  • opere murarie e assimilate (max 40% dell’investimento ammissibile);
  • consulenze connesse al progetto d’investimento (solo per le PMI max 4% dell’investimento.
Temporalità spese

Sono agevolabili i progetti avviati (ordini, fatture, ecc.) dopo la data di presentazione della domanda di agevolazione ed ultimati entro 3 anni dalla data di sottoscrizione del Contratto di sviluppo.

Spese escluse

Non sono ammissibili le spese relative:

  • acquisto di impianti e attrezzature usati;
  • costi relativi a commesse interne.
  • Tipo Istruttoria

    Valutativo

    Rating di legalità

    Non rilevante

    Ente promotore

    Invitalia

    Forma agevolazione

    Contributo a fondo perduto;Finanziamento agevolato;Contributo in conto interessi

  • Data apertura

    In attesa della data ufficiale

    Scadenza

    In attesa della data ufficiale.

  • FONTE: www.agevolazioni24ore