Affitti brevi e Airbnb, Firenze terza in Italia per alloggi on line, il 32% delle case vuote destinato al turismo

Di
Redazione
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1 Giugno 2023

La bozza di riordino dell’universo degli Airbnb partorita dal ministero del Turismo di Daniela Santanchè continua a suscitare più opposizione che sostegno. La decisione di non dare ai Comuni delle città d’arte la possibilità di regolamentare le locazioni turistiche, limitandosi a proibire, in un centro storico come quello di Firenze, i pernottamenti negli Airbnb per una sola notte, oltretutto regolarizzando la posizione degli host imprenditori, ha provocato i malumori di Palazzo Vecchio.

Ma l’offensiva contro la bozza Santanchè arriva anche dalle sezioni fiorentine di Cgil, di Filcams e del sindacato degli inquilini Sunia: «È una proposta indecente e non intacca in nessun modo la speculazione sulle locazioni turistiche tramite piattaforma. I temi della residenzialità, dell’overtourism, della crisi degli alloggi, della negazione del diritto allo studio, dell’espulsione dei residenti dalle città, non solo non vengono toccati, ma addirittura vengono ribadite le scelte normative che hanno portato a queste condizioni. Nessuno strumento e nessuna facilitazione viene di fatto concessa ai Comuni per cercare di governare questo fenomeno che ha generato una crescita irresponsabile degli affitti e sottratto tutti gli alloggi alla disponibilità di famiglie e lavoratori».

Anche Federalberghi Toscana è critica: «Tra gli albergatori c’è rabbia e delusione, la montagna ha partorito il topolino — dice il presidente Daniele Barbetti — È un provvedimento gattopardesco per lasciare tutto com’è. Serve invece un salto di qualità per intervenire davvero in una materia complessa, che da troppi anni non solo inquina il mercato della ricettività con i problemi di concorrenza sleale e di abusivismo, ma rende impossibile qualsiasi pianificazione o gestione dei flussi turistici».

I record di Firenze

Federalberghi ricorda che il pernottamento medio negli Airbnb è di 3,3 notti e precisa che la Toscana ha il record di case per turisti offerte sul web, 59.058, mentre Firenze è al terzo posto nella classifica dei comuni turistici con maggiore offerta di alloggi disponibili per affitti brevi (8.454), dopo Roma (19.336) e Milano (12.264). Firenze è sempre terza anche per il loro tasso di occupazione, pari all’83%.

Gli effetti degli Airbnb

A schierarsi a favore della riforma Santanchè sono invece gli host: Property Manager Italia sin dalla prima ora, col suo presidente, il fiorentino Lorenzo Fagnoni, che l’ha definita «un buon punto di partenza». La stessa organizzazione è tra le 7 realtà degli host che ora propongono una rilettura dei numeri che caratterizzano il fenomeno Airbnb, un «fact checking» per contestare il punto di vista di sindacati degli inquilini e organizzazioni degli studenti. La fuga dei residenti dai centri storici di Firenze e Venezia è iniziata dal 1981, spiega il documento: nel nostro Quartiere 1 si è passati da 93.598 residenti di allora ai 67.544 del 2011, quando Airbnb era gli albori. Nel 2022, si è scesi a 65.292, poco quindi. Inoltre, il documento sostiene che il prezzo di una singola a Firenze, tra il 2019 e il 2022, sia salito del 7,1%, meno dell’inflazione al 9,9%.
Se i prezzi sulle bacheche degli affitti sembrano impennarsi, il fatto che lo spopolamento del centro di Firenze sia iniziato in epoche lontane non è in discussione. Ma le ricerche del professor Filippo Celata, ordinario di Geografia economica alla Sapienza di Roma, dimostrano che l’arrivo degli Airbnb svuota anche i centri delle città in cui la fuga non era invece partita.

Lo stesso «fact checking» degli host poi mostra che a Firenze il 32% delle case non occupate (dove non c’è qualcuno che vi abbia preso la residenza) è destinato alla locazione turistica breve. Se si tiene conto che la stragrande maggioranza degli Airbnb è concentrata nel centro, è probabile che lì la percentuale delle case per turisti sia altissima.