Francesco Cherubini

 

Per le aziende zootecniche il contributo parte da 160 euro a ettaro per i primi 10 ettari. Le domande vanno presentate entro il 17 maggio, con possibile proroga Ue all’11 giugno

Ha un plafond di 7 milioni il bando relativo ai pagamenti compensativi per le zone montane che la Regione Abruzzo ha pubblicato nell’ambito delle misure del Psr. Sono risorse destinate alle imprese agricole e alle aziende zootecniche quale indennità commisurata ai maggiori costi di produzione e ai minori ricavi causati dagli svantaggi naturali e strutturali ai quali tale attività sono soggette.

Il contributo per le aziende zootecniche è pari a 160 euro ad ettaro per i primi 10 ettari, subendo poi una riduzione per gli ettari successivi in proporzione alle dimensione del terreno (si passa dagli 80 euro ad ettaro per i secondi dieci, ai 60 euro ad ettaro per la fascia dai 20 ai 50 ettari, ai 20 euro ad ettaro oltre tale soglia). Leggermente inferiore l’indennità per le altre aziende agricole che parte da 120 euro ad ettaro per scendere progressivamente, con lo stesso meccanismo, fino a 15 euro ad ettaro.

Il beneficiario deve presentare la domanda di indennità compensativa, che è contestualmente di sostegno e di pagamento, esclusivamente in forma telematica utilizzando le funzionalità messe a disposizione da Agea sul portale Sian per il tramite dei Centri autorizzati di assistenza agricola o liberi professionisti autorizzati. Le domande vanno presentate entro il 17 maggio, termine che, come noto, il regolamento Ue sposta di fatto all’11 giugno.

Sempre a proposito di zone montane, scadrà invece il 22 marzo il bando per il sostegno alla forestazione e all’imboschimento che ha una dotazione finanziaria di 884 mila euro. Destinato ad imprese agricole, privati e soggetti pubblici dell’Abruzzo, il bando prevede un contributo in conto capitale per la copertura dei costi di impianto, comprensivo delle spese di progettazione e direzione lavori (fino ad un massimo di 5 mila euro ad ettaro); un premio annuale per gli interventi di manutenzione per un periodo fino a 12 anni, decorrente dall’anno immediatamente successivo a quello nel quale è ultimato l’impianto (decrescente, da 600 euro ad ettaro per i primi due anni fino ai 480 dal terzo al quinto anno, a 360 ad ettaro dal sesto al dodicesimo anno); e un premio annuale a copertura del mancato reddito agricolo, pari a 700 euro l’anno, per un periodo massimo di 12 anni. In graduatoria punteggi maggiori ai progetti che insistono su arre montane o svantaggiate e quelli che interessano superfici che si collegano ad interventi realizzati nel periodo della precedente programmazione.

Fonte: Agrisole

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